Torino, Salone del Libro: scompare la piccola editoria romana

Aderiamo e riportiamo di seguito il testo del comunicato diffuso dagli editori firmatari la lettera alla Camera di Commercio di Roma.

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Roma, 11 feb – In tempo di crisi, dopo la sistematica cancellazione dei pochi incentivi alla diffusione del libro e della lettura, e nessuna nuova legge che rilanci l’industria culturale del Paese, assistiamo all’ennesimo durissimo colpo inferto all’editoria romana. La Camera di Commercio di Roma, da anni prezioso sostegno dei piccoli editori romani, farà mancare il suo contributo per partecipare al Salone Internazionale del Libro di Torino, confermando il suo sostegno ad altre fiere commerciali, sicuramente di importanza strategica (Fiera di Grottaferrata, Casaidea, Motodays, Worldfishing), ma relegando di fatto ancora all’ultimo posto l’industria culturale del nostro Paese.

L’assenza di tale contributo, che negli anni ha permesso questa presenza ad alcuni piccoli editori, di fatto farà scomparire una importante realtà produttiva nazionale del settore (Roma è da anni la provincia con il maggior numero di aziende editoriali in Italia) all’interno della più rilevante vetrina nazionale, che permetteva loro anche un contatto con realtà europee ed internazionali.

La mancata partecipazione al Salone sarà anche un ulteriore colpo alla sopravvivenza di queste aziende, già messe a dura prova dalla crisi. Probabilmente per alcune il colpo decisivo.

Tramite l’Associazione Osservatorio degli Editori Indipendenti, alla quale aderiscono 69 case editrici sul territorio nazionale, di cui 23 risiedono nel territorio della provincia di Roma, questi editori hanno voluto far sentire la loro voce alla Camera di Commercio di Roma, chiedendo, con una lettera, di rivedere la loro decisione.

Riportiamo di seguito il testo della lettera inviata alla Camera di Commercio di Roma.

Roma, 3 febbraio 2014”

Spett.le
Camera di Commercio di Roma”

Con nostra grande sorpresa apprendiamo in questi giorni la decisione della Camera di Commercio di Roma di non confermare per l’anno in corso il Vostro prezioso sostegno, fornito negli anni precedenti, alla presenza delle piccole e medie aziende della provincia di Roma al Salone Internazionale del Libro di Torino. Pur comprendendo scelte dolorose, che anche voi come tutti, siete costretti a fare in questo delicato momento storico per il nostro Paese, ci permettiamo di segnalarvi il nostro disappunto e vi chiediamo con la presente di rivalutare la Vostra decisione in merito.”

Come Presidente dell’Associazione Osservatorio degli Editori Indipendenti, alla quale aderiscono 69 case editrici sul territorio nazionale, di cui 23 risiedono nel territorio della provincia di Roma, ma anche a nome di tutte quelle aziende editoriali che ogni giorno, 365 giorni all’anno, fanno il loro lavoro senza sosta e in condizioni spesso di autosfruttamento, voglio ricordare l’indotto di lavoro che le nostre aziende creano nel territorio romano, fatto di grandi numeri: redattori, traduttori, correttori di bozze, grafici, tipografi, distributori, librerie. Tutte alte professionalità che, senza la nostra presenza sul territorio rischierebbero di non poter esercitare più la loro professione. Lavoriamo nella precarietà e nel debito, spesso con poche risorse e quasi sempre senza alcun contributo pubblico. Siamo attori di un’economia della conoscenza: promuovere i nostri prodotti, i libri, è continuare a preservare la catena del sapere. Il nostro prodotto, il libro, non è solo mercato, è anche strumento di formazione, risorsa individuale e collettiva, strumento di circolazione delle idee, e perché no, anche svago e divertimento. Il libro è un bene comune.”

La presenza delle case editrici, firmatarie della presente, al Salone Internazionale del Libro di Torino, significa, per la città di Roma, portare la più importante realtà produttiva nazionale in questo settore (Roma è da anni la provincia con il maggior numero di aziende editoriali in Italia) all’interno della più rilevante vetrina nazionale, che permette tra l’altro anche contatti con realtà europee ed internazionali.”

La vostra scelta di non sostenere economicamente la nostra presenza in questo luogo, impedirà a tutte queste aziende di essere presenti a Torino nell’edizione del 2014. Non ne risentirà soltanto l’intero settore editoriale del territorio, ma si correrà il rischio di infierire un ulteriore colpo alla sopravvivenza delle nostra aziende, già messe a dura prova dalla crisi e dai tagli continui alle poche agevolazioni di cui il nostro settore ha goduto. Probabilmente per alcune di queste sarà il colpo decisivo. Ed ogni casa editrice che chiude, al di là del dramma economico, è un pezzo di cultura del nostro Paese che se ne va!”

Vi chiediamo quindi, di nuovo, di riprendere in esame la Vostra decisione, tornando sulle scelte fatte per il 2014. Da parte nostra siamo disponibili a discutere con Voi le modalità di sostegno alla nostra partecipazione.”

In attesa di un vostro gentile riscontro, inviamo distinti saluti e restiamo in attesa di una vostra risposta.”

IL PRESIDENTE
Luigi Iacobelli”

Firmatari che hanno usufruito in passato del contributo:”

360 GRADI, ALEGRE, ATMOSPHERE LIBRI, BEL-AMI, CAVALLO DI FERRO, EDITORI RIUNITI, EDITORI RIUNITI UNIVERSITY PRESS, EDIZIONI PER LA DECRESCITA FELICE, FEFE’, FRANCO MUZZIO, GARGOYLE, GREMESE, IACOBELLI, IL MENABO, LEGGERE TUTTI – AGRA, RICCA EDITORE, ROUND ROBIN, SANDRO TETI, SCIENZE E LETTERE”

Torino, Salone del Libro: scompare la piccola editoria romana