libri mon amour

je-t-aime-mon-amour-sourceQuante volte abbiamo pronunciato “mon amour” al nostro partner appropriandoci di una delle più apprezzate citazioni francesi? Mon amour, mon amour, mon amour suona una delizia per le nostre orecchie. Come dimenticare la forza della poesia del Prevért, il ribelle romantico i cui versi piegano le labbra come il respiro all’amore, al palpitare del cuore.

Pour toi mon amour (Per te amore mio) di Jacques Prévert

Sono andato al mercato degli uccelli
E ho comprato degli uccelli
Per te
mon amour

Sono andato al mercato dei fiori
E ho comprato dei fiori
Per te
mon amour

Sono andato al mercato della ferraglia
E ho comprato delle catene
Pesanti catene
Per te
mon amour

E poi sono andato al mercato degli schiavi
E ti ho cercata
Ma non ti ho trovata
mon amour.

Anche la letteratura ha abbondantemente intonato le note di due semplici parole per titolare saggi, romanzi, film. Vi riporto quindici tra i più conosciuti libri nei cui titoli compaiono le magiche parole “sussurrate” mon amour, amore mio.

Hiroshima Mon Amour di Marguerite Duras

Una delle opere più influenti nella storia del cinema, Hiroshima Mon Amour di Alain Renais, scritta da Marguerite Duras, ha raccolto riconoscimenti internazionali alla sua uscita nel 1959 ed ha vinto il Premio al Festival di Cannes e il New York Film Critics. Apparentemente è la storia d’amore tra un architetto giapponese e un’attrice francese in visita in Giappone per fare un film sulla pace. Hiroshima Mon Amour è una splendida esplorazione della influenza della guerra sia nella cultura giapponese sia in quella francese e rappresenta il conflitto tra l’amore e l’umanità.

Marilyn Mon Amour di Andre de Dienes

Nel 1945, il fotografo Andre de Dienes trovò tra le agenzie di modelle di Los Angeles una giovane donna per la posa in ritratti artistici. Fu selezionata una ragazza di nome Norma Jean Baker. Affascinata dalla sua fresca, accattivante innocenza, de Dienes fotografa Marilyn Monroe in un’ampia varietà di stati d’animo. Questo è l’album privato di Andre de Dienes che celebra una Marilyn mai vista prima.

Fraktur Mon Amour di Judith Schalansky

Quando è stata l’ultima volta che un libro sui caratteri tipografici vi ha sorpreso? Rifatevi gli occhi con le lettere d’amore a base di Berlin Fraktur con le font Blackletter. Le Blackletter, note anche Fraktur o font di tipo gotico, erano comunemente usate in tutta Europa nel Medioevo. Verso la fine del Rinascimento furono sostituite dal carattere latino Antiqua. L’uso del tipo Blackletter è diventato un tabù in Germania dopo la Seconda guerra mondiale perché è stato erroneamente associato ai nazisti, che in realtà vietarono il suo uso nel 1941 perché credettero che fosse un’invenzione ebraica. Aziende come Nike, Reebok, e Coca-Cola oggi usano il Fraktur nelle loro pubblicità. Si decorano manifesti, copertine degli album, e anche la pelle in forma di tatuaggi.
Fraktur Mon Amour riproduce 300 varianti di font Blackletter, che vanno dai caratteri storici alle reinvenzioni contemporanee, in un sensuale, bello e caldo catalogo di colore rosa shocking che è destinato a diventare un feticcio per i progettisti e gli appassionati del genere. Ogni carattere Blackletter è presentato su una pagina intera con il relativo alfabeto completo, data di origine, il nome del suo progettista, e la fonderia di originale. Nella pagina a fianco è stata creata una composizione dalla font che esplora la bellezza sovversiva di questo carattere unico.

Paris Mon Amour di Jean-Claude Gautrand

Parigi è stata una fonte di ispirazione per innumerevoli artisti e scrittori nel corso dei secoli. Ma non meno importante è la costante musa di una relativamente giovane arte: la fotografia. Fin dai primi giorni del dagherrotipo fino ai nostri tempi, fotografi di fama come Joseph Nicéphore Niépce, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau e Jeanloup Sieff hanno vissuto e lavorato nella città delle luci. Nel corso degli anni si è sviluppata una storia d’amore tra Parigi e la fotografia, dando vita a un record straordinario della metropoli raccontata dalla nuova forma d’arte. Il libro accompagna il lettore in numerose passeggiate, macchina fotografica in mano, per le strade di Parigi. Atmosferici bianco-nero scattati da grandi fotografi, per più di un secolo, rivelano la drammatica e la tranquillità, lo storico e il quotidiano – in parchi e giardini della capitale, viali e vicoli, passaggi e porticati, bistrot e locali notturni.

New York Mon Amour di Jacques Tardi

Molti anni fa, Jacques Tardi è stato introdotto al pubblico americano con “Manhattan”, una storia triste e sporca di depressione, la follia e il suicidio di New York la cui apparizione nel primo numero di RAW magazine è stato determinante nella definizione sia della rivista sia del virtuosismo estetico e la sensibilità noir dell’artista. Tre decenni più tardi, New York Mon Amour raccoglie “Manhattan” e altre tre storie della Grande Mela – resi da Tardi con altrettanto brio in un volume spettacolare.
Oltre a “Manhattan”, il fulcro del libro è la graphic novel “Cockroach Killer”, scritta da Benjamin Legrand. Questo violento e surreale thriller ha come protagonista uno sfortunato sterminatore di nome Walter. Tardi dispone di un bicolore bianco e rosso, una tecnica sorprendente e unica che segna una delle più sorprendenti opere del cartoonist. New York Mon Amour è completata da due racconti scritti da Dominique Grange: “È così difficile” (interpretato da John Lennon) e “The Killing di Hung” (una storia di vendetta e redenzione).

India mon amour di Dominique Lapierre

Nei primi anni Settanta Dominique Lapierre, con Larry Collins, arriva a Nuova Delhi per scrivere la straordinaria storia dell’indipendenza dell’India dall’impero britannico. È l’inizio di una prodigiosa storia d’amore. Al volante di una vecchia Rolls-Royce Silver Cloud – la macchina dei maharaja percorre in sei mesi più di ventimila chilometri. Raccoglie testimonianze e documenti unici, vive avventure rocambolesche, conosce e riesce persino a intervistare gli assassini del Mahatma Gandhi. Ne nascerà “Stanotte la libertà”, racconto epico sulla lotta per l’indipendenza indiana. Dopo il primo viaggio, Lapierre ritornerà in India incessantemente, impegnandosi in programmi concreti contro le condizioni di estrema povertà. Incontra madre Teresa di Calcutta; collabora con James Stevens, fondatore del centro Udayan, grazie al quale migliaia di figli di lebbrosi vengono strappati dalla miseria e dalla malattia. L’intervento di Lapierre si rivelerà decisivo per la sopravvivenza e il rilancio di questa istituzione. Seguiranno gli anni vissuti tra i diseredati delle bidonville di Pilkhana, a fianco dell’infermiere svizzero Gaston Grandjean. Anni di grande slancio e di immersione nella sofferenza e nella privazione da cui vedranno la luce un libro e un film celeberrimi: “La Città della gioia”. Ripetuti viaggi nei misteri del paese-continente, la vitalità e il fascino dell’umanità incontrata si condensano in “India mon amour”.

Mon amour di Jean André

Lo scopo del libro è quello di raccogliere le tante facce della femminilità e diventa un tributo al genere femminile. Con l’acume di un graphic designer e la passione di un regista erotico degli anni ‘70, Jean André gestisce le sue donne con curiosità, riverenza e intuizione.

Aberystwyth Mon Amour di Malcolm Pryce

Un divertente romanzo dalle tinte noir che si svolge ad Aberystwyth in Scozia, dove alcuni studenti stanno scomparendo e nessuno sa perché. Louise Knight, investigatore privato della città, cercherà di scoprire che cosa sta accadendo a questi ragazzi e se Lovespoon è molto più di un prepotente. E chi era Gwenno Guevara?

Italia mon amour di Vladimir Lorchenkov

Il romanzo descrive un piccolo villaggio moldavo che va in preda a una mania collettiva: raggiungere l’Italia, il paese dove per tutti c’è la possibilità di un lavoro ben pagato e di un futuro felice. Gli abitanti del villaggio inseguono il loro sogno di benessere con qualunque mezzo: trattori volanti, crociate di massa, sommergibili a pedali, vendita di organi, camuffamenti collettivi… L’ossessione per un’Italia idealizzata (e purtroppo inesistente), via di fuga dalle disgustose condizioni di vita moldave, contagia tutta la nazione, dal contadino più povero fino alla massima autorità politica del paese, il presidente della giovane Repubblica, che sogna di aprire una pizzeria in una cittadina del nord Italia. Il romanzo ride e riflette sul sogno e la fuga, sui disagi e i desideri, e tanto più farà riflettere noi italiani, anche se i veri protagonisti sono i moldavi. La trama si frantuma in tante piccole storie di sopravvivenza quotidiana e di tentata emigrazione.

Grandville Mon Amour di Bryan Talbot

L’avventura dell’ispettore LeBrock è descritta in questa graphic novel che scaturisce dalle visioni di Bryan Talbot. All’inseguimento di Mad Dog, ribelle sanguinario, LeBrock si ritrova di nuovo a Grandville, a indagare su una catena di omicidi compiuti nell’ambiente della prostitute d’alto bordo. Intrighi, suspence e colpi di scena condurranno alla sorprendente conclusione. Perché la realtà, come la fantasia, non è mai ciò che sembra…

Baghdad Mon Amour di Salah Al Hamdani

Dalla sua prigionia nel famigerato carcere fortezza di Saddam Hussein “Abu Ghraib” al suo esilio in Francia, la vita e la poesia di Salah Al Hamdani registrano una sfida costante alla tirannia e alla dittatura, alla guerra e all’imperialismo.

Sarajevo, mon amour di Jovan Divjak

La guerra, le figure fosche di Milosevic, Karadzic e Mladic, ma anche le contraddizioni e i voltafaccia della componente musulmana durante la guerra e i nazionalismi sorti dalla devastazione bellica sono rivelati e spiegati in un libro carico di pathos destinato a finire tra i grandi volumi di storia.
In questo libro, il militare serbo che difese Sarajevo, che ha “adottato” un nipote musulmano e ha fondato la più grande associazione nazionale per aiutare gli orfani di guerra, racconta le bombe, le tribolazioni dei civili, i doppi giochi dei politici bosniaci e della comunità internazionale, la miseria e il desiderio di una pace che in Bosnia non è ancora davvero arrivata.

Ombre de mon amour di Guillaume Apollinaire

Apollinaire incontra una giovane donna di nome Louise de Coligny-Châtillon, soprannominata Lou. La contessa è divorziata e ha una vita libera. Il poeta vivrà un paio di giorni di selvagge passioni. Siamo appena prima della guerra 1914/18. Apollinaire trasmette poesie di fuoco a Lou ma presto la bella proverà disinteresse per lui, essendo innamorata di un altro uomo. Pochi mesi dopo Apollinaire morirà a Parigi di influenza spagnola.

Siria mon amour di Amani El Nasif, Cristina Obber

Amani è nata in Siria ma è cresciuta in Italia. Quando compie sedici anni, con una scusa, la madre la porta nel suo paese di origine per qualche giorno. Dopo i primi entusiasmi per un mondo diverso e affascinante, ricco di profumi e sapori nuovi, Amani scopre di essere stata in realtà fidanzata a un cugino, mai conosciuto e mai amato. Le dicono che in Italia non tornerà più. Amani si ribella a quel fidanzamento e a quell’uomo, pagando un prezzo molto alto, in una realtà dura e violenta dove le donne non sono che oggetti sotto la tutela dei maschi. Lontana dalle sue amiche e da Andrea, il suo ragazzo, Amani resisterà e lotterà fino a riprendersi la sua vita.

New Orleans, Mon Amour di Andrei Codrescu

Un rifugiato nato in Transilvania trova la sua casa a New Orleans, un luogo in cui i vampiri si aggirano per le strade e le regine voodoo vivono dietro l’angolo; dove i cimiteri sono i punti di picnic più popolari, i fantasmi dei poeti, le prostitute e i pirati sono palpabili, e nel quartiere francese, nessuno ha mai posto. I saggi di Codrescu sono stati chiamati “gemme satiriche”, “sovversivi”, “sardonici e sorprendenti”, divertenti, “gonzi”, argutamente struggenti e perversi. Qui è uno scrittore che rispecchia perfettamente il selvaggio, il voluttuoso carattere bohemien di New Orleans in sé.

 

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Il futuro del libro: da Gutenberg agli e-reader

gutenberg-pressIl pensiero attuale è che siamo nel bel mezzo di una nuova rivoluzione in editoria al pari di quella lanciata da Johannes Gutenberg più di  500 anni fa. Questa volta è Internet, non la stampa, che sta portando il cambiamento e una rottura senza precedenti per il nostro modo di creare, distribuire e leggere libri. In realtà, Gutenberg è anche stato ufficiosamente adottato come patrono dell’industria informatica, e gli stessi tipi di persone che sono disposti a parlare di una “terza rivoluzione industriale” sono anche presumibilmente disposti a discutere con Jeff Bezos di Amazon che ci ha portato il Kindle, come di un nuovo Gutenberg dell’era digitale.

Ma l’esperienza di lettura di un libro quanto è realmente cambiata nella passata generazione – o, del resto, fin dall’età di Gutenberg?

Apparentemente l’industria dell’editoria sembra essere in un periodo di rottura senza precedenti – forse la più grande rottura dall’età di Gutenberg. Ora sempre più consumiamo e-book su telefoni cellulari, sugli e-reader e sui tablet, e consumiamo più tipi di contenuti rispetto al passato. Scarichiamo i libri da Internet piuttosto che comprarli nelle librerie indipendenti e in quelle di catena. E stiamo trovando nuovi modi innovativi per pubblicare e distribuire i libri che sconvolgono gli intermediari (il distributore e/o il libraio), creando in tal modo del tutto nuovi legami tra autore e lettore sia emotivi sia economici.

Tuttavia, il futuro della lettura appare ancora simile al passato della lettura.

La ragione è che, anche se il cambiamento tecnologico continua ad accelerare a un ritmo esponenziale, noi, come lettori, siamo in grado di cambiare a un ritmo lineare. In breve, il cambiamento tecnologico è rivoluzionario, ma il cambiamento umano è evolutivo. L’esperienza della lettura, l’amore della narrazione, e il desiderio di nuove storie sono stati cablati nel nostro DNA, e c’è molta poca tecnologia che può farci cambiare radicalmente, altro che ri-cablaggio del nostro cervello. Lo stesso Bezos, fondatore di Amazon, ha osservato che “Se la natura umana non cambia, neanche il cervello umano cambia”.

Questo potrebbe spiegare perché la prima incursione di Apple nel vendere e-book sul suo iPad ha presentato una visione scheumorfica della lettura. I libri sono stati presentati come tomi con copertine impressionanti, librerie che appaiono in legno grezzo, e anche la sensazione fisica di trasformare una pagina è stato resa con un’animazione unica digitale. I lettori sembrano acquistare l’idea che la lettura di un e-book su un tablet non dev’essere fondamentalmente diversa dalla lettura di un libro tradizionale, in modo che i lettori potessero personalizzate i reader di e-book con cover colorate e hanno trovato modi creativi per creare “librerie” per i loro e-book. Come lettori, abbiamo bisogno di tempo per adattarci, sebbene in questi mesi sia evidente l’obsolescenza dello scheumorfismo rispetto al trend del momento, il flat design. E si è a lungo dibattuto sull’opportunità per Apple di abbandonare il passato – spesso caratterizzata anche da eccessi visivi – per tornare sulla via del suo proverbiale minimalismo con il nuovo sistema iOS 7. In passato, soprattutto agli albori della tecnologia consumer, questa metodologia si era rivelata decisamente funzionale: l’uomo “tecnologicamente” delle caverne necessitava di un ambiente familiare, di essere guidato passo per passo nella modernità: un calendario virtuale solo se avrà le fattezze di un taccuino, un orologio solo se ne vedrà le lancette, una libreria virtuale solo se dotata di ripiani in legno. Oggi si eliminano gli effetti glossy, si estinguono le ombreggiature, si vietano pelli-pellicce-moquette virtuali e qualsiasi altro fronzolo non necessario. Il design si fa semplice, quasi impercettibile, e smette di distrarre l’utente.

ibooks-appleSe si prende per un lungo periodo la visione antropologica della lettura – si può osservare come la gente legga e quali vari comportamenti si associano con i libri nel tempo – si può affermare che non molto è cambiato negli ultimi 500 anni dall’invenzione dei caratteri mobili e della stampa di Gutenberg. Le innovazioni tecnologiche che oggi abbiamo sono esistite in un’altra forma nel passato. La possibilità di annotare i nostri e-book, per esempio, risale all’antica pratica di mettere le note a margine dei libri stampati.

Il che potrebbe significare che il futuro dell’innovazione nel settore dell’editoria ha meno a che fare con il “miglioramento” dei libri tramite la tecnologia digitale – cioè la trasformazione in piattaforme multimediali interattive – e più a che fare con le associazioni emotive e psicologiche create dai libri.

Quando gli innovatori tecnologici saranno in grado di assimilare la “sensazione di calore” in un oggetto fisico diverso da un libro, potremo davvero parlare della prossima rivoluzione di Gutenberg.

Il futuro del libro: da Gutenberg agli e-reader

Si può giudicare un libro dalla copertina?

copertine-libriCharles Dickens, parlando della copertina di un libro, disse che ci sono libri le cui copertine sono di gran lunga le parti migliori. È bene giudicare un libro dalla copertina? Perché le persone dovrebbero consigliare un libro solo dalla sua copertina? È chiaro che non si deve giudicare il valore di qualcosa basandosi esclusivamente sulle apparenze.

Nella vita in generale, questo è un buon consiglio. Le apparenze possono ingannare. Prima di poter dare un giudizio sul valore di qualcosa o se ne vale la pena, è necessario prendere il tempo necessario per indagare più a fondo. Prendetevi il tempo di uno sguardo più attento. Potreste essere sorpresi da ciò che si trova.

Alcuni pensano che le copertine dei libri possano identificare un genere. Si presuppone che un thriller, correlato di copertine colorate, sia emozionante. Allo stesso modo, libri con coperture noiose si rivelino meravigliosi. Ciò non corrisponde al vero molte volte: non si può necessariamente giudicare un libro dalla sua copertina. Se vedete un libro la cui copertina vi intriga, date un’occhiata più approfondita. Forse saprà rivelarsi uno dei vostri preferiti o potrebbe essere un vero disastro, non appena abbiate superato lo “scoglio” di una copertina stupefacente!

Un editore olandese, De Arbeiderspers / AW Bruna Uitgevers, in collaborazione con lo studio di ricerca Neurensics, ha esaminato quali aree del cervello sono attivate per costringere il consumatore ad acquistare un libro. Ai soggetti sono stati mostrati libri di tre generi – commerciale, thriller e letterario, mentre si trovavano nello scanner di una risonanza magnetica. I soggetti sono stati autorizzati a portare a casa un libro di ciascun genere dopo aver completato lo studio. Confrontando i dati di scansione del cervello ottenuti quando i soggetti vedevano le copertine del libro con i “dati di vendita”, cioè di preferenza, i ricercatori sono stati in grado di mappare il collegamento tra l’attività del cervello e il comportamento d’acquisto.

cervelloI risultati sono stati sorprendenti. Le regioni più importanti che innescano il comportamento di acquisto differiscono per ciascuno dei generi studiati, e questi sono stati mappati. Lo studio ha esaminato anche cinque elementi di una copertina di un libro che può influenzare le vendite, come una fotografia anziché un’illustrazione o un titolo collocato in alto anziché in basso. Anche in questo caso gli elementi possono avere effetti differenti basati sul genere letterario.

Questi risultati sono unici nel settore editoriale perché offrono un approfondimento significativo di come e perché i consumatori acquistano i libri. L’influenza di una copertina sulla vendita finale è grande; spesso è l’unico strumento di marketing che aumenta le vendite. Una ricerca sul cervello commissionata dal Gruppo Telegraph Media ha chiarito che anche il marchio offre un valore eccezionale. Anche prima che il consumatore sappia che libro sta per comprare, il cervello ha già fatto la sua scelta. Gli studiosi di Neurensics sono stati in grado di avvalorare questo dato con oltre l’80% di sicurezza.

Un paio di librerie di New York ha fatto degli esperimenti con i propri lettori. Una ha mostrato tutti i libri del genere thriller esibendo sui banchi e sugli scaffali solo la quarta di copertina, cioè il retro del libro. Un altro libraio è stato più audace: ha impacchettato i libri, impedendo ai clienti la visione della copertina, aggiungendo a penna sull’involucro il titolo e alcune righe della trama.

libri coperti

Questa scelta ha lo scopo di “costringere” il lettore a decidere l’acquisto solo sulla base delle proprie percezioni sensoriali, evitando di lasciarsi influenzare dal marchio (un chiaro vantaggio per i grandi gruppi editoriali), dalla visione della copertina (il senso della vista è annullato, dunque il cervello decide la bontà o meno di un libro solo sulla base degli stimoli derivati dall’analisi della trama).

Si può giudicare un libro dalla copertina?