Il brutto e il bello di leggere Ian Fleming

spectre-spot-tv-locandina-finale-italiana-e-nuovi-poster-internazionali-4Il problema con i brutti libri è quello di trovare, come Friedrich Nietzsche consigliava, degni nemici. Il libro malfatto deve essere interessante, altrimenti non se ne parlerebbe. Una forte languidezza è un’opzione, come Il Piccolo Principe (1943) o La strada di Cormac McCarthy (2006), ma l’opera fatta in serie è forse la peggiore. Se ne può parlare ogni volta di nuovo, anche se nessuno ne vorrebbe parlare. In realtà, questo è il fascino dell’opera scritta in serie. I romanzi di Ian Fleming sono costituiti interamente di luoghi comuni. Il comandante James Bond è un signor Nessuno, un super doppio zero (“una figura neutrale”, come Fleming lo definisce) che vive come se dovesse pubblicizzare un orologio, come se fosse costantemente in una rivista di moda. È un “agente segreto” che non dice a nessuno il suo nome. Essendo un agente, non può agire per se stesso, può andare ovunque, non ha una casa e vive come nella terra di nessuno dove ogni lato ha un altro lato, ma c’è anche un terzo lato che può essere il secondo lato di uno dei due lati, in modo che i lati opposti spesso si trovano sullo stesso lato.

ian_fleming_by_paulbaack-d5w33qdPer questo motivo, Fleming ha sostituito il sovietico e famigerato SMERSH con l’organizzazione criminale SPECTRE in molti dei suoi romanzi. SPECTRE sta al romanzo e al cinema come la moltiplicazione dei pani e dei pesci, può animare la ripetibilità di Bond, mentre questi genera il suo individualismo e l’invulnerabilità. La serie non può continuare se il nemico, una volta vinto, si trova semplicemente dall’altra parte. Bond è insostituibile perché è doppio, uno che “vive due volte”, che “non dice mai”, per il quale “il mondo non è abbastanza.”

Le spy story di Ian Fleming impegnano l’immaginazione del pubblico, al contrario dei libri di scrittori di grande successo come Eric Ambler e John Le Carré. Ambler e Le Carré fanno l’errore di scrivere thriller molto particolari e interessanti per lettori che amano il brivido; Fleming ha avuto il buon senso di attenersi prediligendo i “deboli di cuore”, banalizzando l’azione e il risvolto deduttivo alla ricerca del colpevole. Tutto appare chiaro fin dall’inizio, perché da 007 non ci si aspettano sorprese. I film in cui i sagaci attori Sean Connery, Roger Moore e attualmente Daniel Craig hanno reso i romanzi di Ian Fleming dei bestseller. Non dimentichiamo che il suo primo romanzo, Casino Royale, ebbe scarso successo commerciale e pessime recensioni critiche, prima che approdasse, nel 1962, nelle sale cinematografiche il primo film ufficiale di James Bond, Agente 007 – Licenza di uccidere,

La cosa grandiosa di questo apprezzamento della cattiveria fine a se stessa è che ribadisce la sovranità dell’individuo di fronte alle enormi forze impersonali che lo minacciano oggi (a differenza dei giorni di Gengis Khan, la costruzione delle Piramidi, o la Morte Nera, quando l’uomo comune poteva sentirsi schiavo in un modo significativo piuttosto personale).

Il punto è che il buon intrattenimento espone l’individuo. Ammettendo, esplicitamente o implicitamente, che si ama qualcosa, e si pensa che sia buono, uno stabilisce i propri gusti alle critiche e al possibile ridicolo. Uno rivela se stesso. Si può scoprire che i propri gusti sono condivisi da persone con le quali ci sentiamo socialmente o intellettualmente imbarazzati.

Con una brutta e mediocre storia si può godere di un rapporto molto più rilassato – un rapporto in cui si ha il sopravvento. Fleming ne è il testimone. Invece di stare lì come un campagnolo a bocca aperta, dolorosamente ansioso di sapere quali deduzioni trarre da storie complesse, con i lavori di Fleming e il signor Nessuno 007, si può rimanere sempre sereni. Si resta invulnerabili, come un uomo che ha il buon senso di non innamorarsi. Nessuno si innamora di un romanzo di Ian Fleming.  Siamo lì ad aspettare da 007 tutto ciò che abbiamo già immaginato. Il romanzo o il film c’erano già nella nostra testa prima ancora di leggerlo o vederlo. Fleming ha scritto per noi dei mediocri ma indiscutibili romanzi rilassanti. Che viva in eterno nessuno lo sa. Nessuno lo sa meglio del signor Nessuno.

 

 

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