Leggere meno americano e più orientale non nuoce alla salute

Murakami sonno apertura

Un buon libro può superare molte barriere nella sua ricerca di trovare un pubblico, ma l’Oceano Pacifico, a quanto pare, è uno sbarramento troppo forte. Questo è il caso della letteratura giapponese, ma anche della cinese e di quella coreana che sfidano le differenze di lingua, cultura, e di politica per raggiungere i lettori in tutta l’Asia, ma devono ancora trovare un approdo stabile e duraturo in Europa, fatta eccezione della Francia dove hanno diversi seguaci.

Gli esperti indicano che l’apertura mentale dei giovani è un fattore di risposta alla domanda del perché, nonostante ci siano degli autori orientali che hanno un buon seguito da noi, come Murakami Haruki, il tedoforo degli autori giapponesi in Occidente e, ma solo in parte, di Yoshimoto Banana, non c’è traccia nelle classifiche di autori dell’Estremo Oriente e non c’è segno di pubblicazioni di un numero consistente di nuovi autori asiatici. Nonostante le tradizionali rivalità tra Corea, Giappone e Cina, i giovani di quei Paesi hanno superato le distanze ed è interessante scoprire come, per esempio, i giovani sud-coreani vogliano capire meglio gli stili di vita e la cultura giapponesi leggendo moltissima narrativa proveniente dal Giappone, lasciando comprendere come la letteratura sia separata dalle dispute politiche tra il Giappone e la Corea del Sud. Anche in Cina, i cinesi più giovani si identificano con il cuore della società giapponese che i loro autori descrivono. Grazie a questo, centinaia di romanzi giapponesi sono pubblicati annualmente in Corea del Sud, e ancora di più lo sono in Cina.

Gli Stati Uniti e l’Europa hanno anche diversi giovani che leggono autori giapponesi e cinesi, ma il numero è sensibilmente più basso. Questo solleva una questione: se i cittadini cinesi e coreani possono guardare oltre le loro differenze per leggere romanzi giapponesi, qual è il freno che impedisce una reale diffusione della cultura dell’Estremo Oriente tramite la letteratura nei paesi occidentali?

Gli Stati Uniti fanno un caso a sé perché notoriamente solo il 3% dei libri pubblicati sono di autori che non parlano la lingua inglese. Tuttavia, non è del tutto colpa del lettore. La gente legge la letteratura straniera quando è disponibile, come il caso già citato di  Murakami Haruki, ma la realtà è che vi è la quasi totale volontà, da parte degli editori più grandi, di non tradurre la letteratura, determinando anche nel lettore una certa diffidenza nel leggere quel po’ di letteratura in traduzione in circolazione.

Ci sono anche delle difficoltà che gli editori devono affrontare nella pubblicazione di letteratura straniera e di certo non sono sempre facili. Gli americani di lingua inglese non sanno rinunciare ai loro scrittori, benché la tradizione e la qualità culturale americana non possa essere paragonabile a quella europea (in particolare alla russa e a quello dell’Inghilterra). Tuttavia, è un peccato rinunciare a tanti libri incredibili di scrittori di lingua non inglese che sono scritti in altre parti del mondo. A maggior ragione, anche in Europa è imbarazzante che la Corea del Sud, un paese che ha una tradizione culturale immensa, come il Giappone e la Cina, abbia solo una sparuta rappresentanza. Non dimentichiamo che diversi romanzi di famosi e apprezzati scrittori coreani e giapponesi sono stati tradotti dal francese o dall’inglese, con il risultato di confezionare dei prodotti che non corrispondono alla lingua originale, impedendo di trasmettere al lettore occidentale il nocciolo stesso della cultura.

Purtroppo, le fortune crescenti dei libri provenienti dagli Stati Uniti coincidono all’estero con l’ascesa della cultura pop americana in generale, ma devono anche essere in parte attribuite a una forte imposizione della narrativa commerciale (e le competenze editoriali si sono evolute per servire questi libri) che, fino a poco tempo fa, semplicemente non esistevano in molti altri paesi. È così per la narrativa, è così per il cinema: dagli Stati Uniti arriva qualsiasi cosa purché sia legato a un successo commerciale. Qualsiasi libro potrebbe essere migliore o peggiore nel complesso, ma c’è un certo livello di approfondimento culturale, di introspezione, di spessore linguistico da cui non si può prescindere che spesso nella narrativa americana non è rispettato. Le letterature dei paesi più lontani che hanno tratto la linfa da culture diverse da quella europea potrebbero rendere migliore la vita non solo dei lettori ma della nostra frenetica società occidentale.

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La più grande letteratura del mondo

Best-inspiring-quotes-for-the-World-Book-Day-2014Qual è la “migliore” letteratura? Se sei di lingua inglese si potrebbe semplicemente pensare che il meglio della letteratura mondiale sia quella britannica perché la letteratura è in lingua originale e quella in traduzione non è la stessa. Nessun altro paese al mondo forse può arrivare alla Gran Bretagna per qualità e quantità di grandi scrittori. William Shakespeare; Charles Dickens ; Jane Austin; Alfred, Lord Tennyson; Agatha Christie; George Orwell; JK Rowling; Virginia Woolf; Lewis Carroll; Ian Fleming; Kingsley e Martin Amis; Arthur Conan Doyle; Rudyard Kipling; T S Elliott; C S Lewis; le sorelle Bronte; J R R Tolkien; Robert Louis Stevenson; George Elliott; John Milton; Doris Lessing; David Herbert Lawrence; John Le Carre; Edward Lear; Graham Greene; Lord Byron; William Wordsworth; Philip Larkin; Mary Shelley; Bram Stoker; Percy Bysshe Shelley; Rupert Brook; Wilfred Owen; Roald Dahl; Robert Burns; Iris Murdoch; Beryl Bainbridge; J G Ballard; Ian McEwan; Philip Pullman; William Golding; J M Barrie; Walter Scott; Beatrix Potter; Ken Follett; Samuel Taylor Coleridge; John Keats; William Blake; Thomas Hardy; Robert Browning; Anthony Burgess; Daphne du Maurier; Dylan Thomas; Hilary Mantel; E M Forster; Joseph Conrad …
Ma tutti i grandi paesi europei hanno una ricchezza di meravigliosa letteratura. La Russia ha alcuni grandi autori come Čechov, Dostoevskij, e altri. La Germania ha Hermann Hesse e altri ancora. Marcel Proust era francese. Dante italiano. Miguel Cervantes era spagnolo. È forse opportuno chiedersi “qual è il miglior linguaggio” piuttosto che la migliore letteratura?
Non è una sorpresa che la letteratura russa ha spesso i temi della miseria, sofferenza, tristezza e tormento perché la Russia, e la sua incarnazione Unione Sovietica, è stata scossa da turbolenze di generazione in generazione. Nonostante il malgoverno zarista, la guerra napoleonica, la guerra di Crimea, due guerre mondiali, la rivoluzione bolscevica, la brutale guerra civile, la repressione stalinista e la povertà, la Russia ha prodotto alcuni dei più grandi scrittori. Molti di loro hanno sofferto come i personaggi delle loro opere. Dunque, la letteratura russa supera quella britannica? Per molti, è così. La ragione principale di questo è semplificata dal libro “Il Maestro e la Margherita”. Non esiste un romanzo che si possa paragonare scritto in inglese o in qualsiasi altra lingua. È considerato una delle novelle più belle della letteratura mai scritta, e molti scrittori hanno cercato di emulare uno stile simile a Michail Bulgakov. La letteratura russa ha anche influenzato quella inglese. Ad esempio, George Orwell, in 1984, non è stato fortemente influenzato da “Noi” di Evgenij Zamjatin?
La comprensione del dolore e della sofferenza degli scrittori russi va ben al di là dei libri e molti mostrano come le famiglie, amanti e intere culture possono cadere a pezzi quando la pressione è applicata da forze esterne. Tutti hanno bisogno di sperimentare la letteratura russa a un certo momento. È possibile parlare di grande letteratura senza leggere i libri di Nikolaj Gogol’, Anton Čechov, Ivan Turgenev, Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Boris Pasternak, Andrej Platonov, Vasilij Grossman e Aleksandr Solženicyn?
In Italia, il periodo di cultura che Dante ha vissuto è stato interessato per eccellenza dall’etica e dalla filosofia morale. L’età che ha vissuto Petrarca è stata dominata dalla scienza filologica. Le conseguenze derivanti da questa nuova direzione di pensiero erano profonde. La scoperta di Petrarca di un mondo antico molto diverso da quello conosciuto alle generazioni precedenti ha rivelato improvvisamente in Italia le sue vere origini, e ha dato nuova vitalità al patrimonio italiano. Gli uomini sono diventati consapevoli del tempo trascorso dalla caduta dell’Impero Romano, e dell’inferiorità che la cultura neo-latina ha mostrato nei settori in cui la civiltà classica era al suo splendore. Un impulso di esaltazione, difficile per noi immaginare, attraversava gli italiani quando le ricchezze del mondo classico dei loro antenati sono stati esposte allo sguardo del Petrarca e dei suoi seguaci.
La letteratura asiatica conta soprattutto sulla Cina e il Giappone. Nell’antica Cina, ci sono numerosi poeti, autori nuovi e maestri letterari. Solo nei libri di poesie della dinastia Tang (AD 618-906), ci sono quarantatré mila poesie scritte da più di duemila poeti. I più famosi poeti sono Li Bai, Du Fu e Juyi Bai. Nel loro poesie hanno mostrato le emozioni, le ambizioni personali di servire il paese, la determinazione a lottare contro il nemico, la tristezza di perdere l’amore. In poesia, però, succede che spesso la bellezza, tradotta in altre lingue, si perde: i ritmi sono difficili da mantenere in traduzione e non tutte le parole cinesi possono corrispondere in altre lingue.
Oggi, nessun Paese ha la più grande letteratura. La letteratura è più grande in quei Paesi in cui non ci sono limitazioni da eventuali confini fisici. Libertà, scambio di culture diverse, apporto costante alla diffusione della cultura fanno grande la letteratura di un Paese. Forse c’è da chiedersi se la migliore letteratura non sia quella i cui scrittori sono ancora molto letti e considerati attuali. Shakespeare e Dostoevskij sono i più fulgidi rappresentanti di una letteratura classica che non tramonta mai.

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