Leggere i classici fa bene: undici ragioni valide

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Non è vero che leggere i libri classici sia faticoso. C’è qualcosa nell’anima umana che ci fa desiderare di castigare noi stessi per non aver letto gli autori classici?

In un sondaggio fatto in Gran Bretagna, è emerso che solo il 4% dei britannici ha letto Guerra e pace di Lev Tolstoj, anche se il 14% avrebbe voluto leggerlo; il 3% ha letto I miserabili di Victor Hugo, ma il 10% vorrebbe leggerlo; e solo il 7% ha letto il capolavoro della letteratura americana Moby Dick, mentre l’8% l’avrebbe letto volentieri.

Il sondaggio di 1.664 adulti britannici aveva lo scopo di scoprire quali romanzi classici del XIX secolo gli inglesi avrebbero voluto leggere se avessero avuto il tempo e la pazienza di farlo. Oliver Twist era il classico più popolare nella lista, letto dal 21% degli intervistati, con Orgoglio e Pregiudizio e Piccole donne alla pari: 15% dei lettori.

Tuttavia, affermare che sia necessario avere pazienza per leggere questi libri svilisce sia i romanzi classici sia gli stessi lettori che, a quanto pare, non sono mentalmente in grado di leggerli… Il primo pensiero che sorge di fronte a un romanzo classico è quello di smettere di agire come se un libro sia una montagna. La lettura non solo è una necessità dello spirito ma soprattutto un divertimento da svolgere nel tempo libero.

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Elenchiamo undici ragioni che dovrebbero favorire la lettura dei classici:

  1. Potrete aumentare il vostro vocabolario. Vale la pena familiarizzare con le parole che riflettono immediatamente la vostra intelligenza. La lettura dei classici greci e latini, in particolare, svilupperà la vostra banca dati personale sulle parole, dal momento che molte parole italiane hanno radici in queste due lingue. L’italiano deriva dal greco e latino.
  2. Potrete migliorare le vostre abilità sociali. La lettura dei classici, in contrasto con la narrativa commerciale e anche la saggistica, porta ad una migliore percezione sociale e aumenta l’intelligenza emotiva. I romanzi sono incentrati su personaggi che possono rafforzare la vostra etica personale. Basta che sia chiara la distinzione tra i buoni e i cattivi .
  3. Saprete di leggere qualcosa di valore. I classici, e i loro temi tipicamente universali, hanno resistito alla prova del tempo; questi sono i libri in cui troviamo ancora personaggi, esperienze, emozioni, e prospettive attuali. Spesso un classico individuo è un’opera iconica all’interno di un movimento letterario o nel periodo in cui è stato scritto il libro. I classici abbracciano tutti i principali generi letterari, dal fantasy alla fantascienza, al romanticismo e anche la letteratura per bambini e ragazzi.
  4. Avrete molti più riferimenti letterari. Sarete un’enciclopedia dei principali riferimenti culturali, citando la fonte originale.
  5. Sarà possibile “premiare” voi stessi con la versione cinematografica quando hai terminato la lettura. Quasi ogni classico è stata adattato in un film. Alcune versioni cinematografiche dei classici hanno ottenuto ottime recensioni, per cui sarà stimolante valutarne le differenze con il libro.
  6. I classici offrono l’opportunità di comprendere la storia e la cultura in un determinato contesto. Gli unici sostituti per una esperienza che non abbiamo mai vissuto sono l’arte e la letteratura. Esse possiedono una meravigliosa capacità: al di là delle distinzioni di lingua, costume, struttura sociale, possono trasmettere l’esperienza di vita di una intera nazione all’altra… La letteratura trasmette un’inconfutabile esperienza condensata… di generazione in generazione. Così diventa la memoria vivente della nazione. Le grandi opere della letteratura segnano ogni periodo della storia moderna e offrono una prospettiva più accessibile su eventi storici e filosofie della maggior parte dei libri di testo.
  1. I classici sapranno arricchirvi in modo inaspettato. In una scuola media americana, si è ha scoperto che gli studenti più svantaggiati, legati a storie di disagio, perdita, si ritrovano nei romanzi classici. La lettura dei classici può anche essere una forma di terapia: uno studio dell’Università di Liverpool ha dimostrato che il linguaggio poetico, in particolare, stimola la parte del cervello legata alla “memoria autobiografica” e all’emozione. Questo tipo di attività cerebrale porta i lettori a riflettere sulle proprie esperienze in risposta a ciò che hanno letto. Questi libri ci aiutano a una comprensione più profonda della nostra esperienza di vita.
  2. I classici sfidano il cervello… in senso buono. Le funzioni linguistiche utilizzate da diversi autori classici hanno dimostrato di stimolare il cervello; per esempio, la completa lettura di Jane Austen è associata a un livello di complessità cognitiva che coinvolge la soluzione di un difficile problema di matematica. Nell’era televisiva delle fiction, potremmo aver bisogno di un materiale d’intrattenimento più stimolante. I classici sono disponibili a prezzi economici e anche gratuitamente presso qualunque biblioteca comunale, o si trovano integralmente su Internet.
  3. La conoscenza è potere. L’IQ (quoziente intellettivo) è il miglior predittore per le prestazioni di lavoro, livello di istruzione, reddito, salute, e la longevità e la lettura sono ancora considerate il modo migliore per migliorare l’intelligenza. Dunque, perché non leggere i classici? Studiando le opere delle più grandi menti della letteratura della storia umana, si costruisce la nostra conoscenza del mondo e impariamo a pensare per noi stessi.
  4. La letteratura, insieme a (forse) tutte le forme d’arte, è un retaggio distintamente umano. Si tratta, per definizione, di un’esplorazione della nostra stessa umanità, uno dei nostri più importanti strumenti di comunicazione, è una forza che riflette la nostra cultura. La parola scritta è un dono che abbiamo dato a noi stessi, e che non dovremmo dare per scontato.
  5. Iniziare la lettura dei classici fin da bambini. Ci sono molti libri per l’infanzia e per i ragazzi ma anche la lettura di racconti o romanzi adattati specificatamente per favorire la lettura ai più piccoli può abituare i bambini a sviluppare e stimolare le abilità intellettive.

 

Atmosphere libri presenta l’antologia di racconti classici Un perfetto Natale. La festa delle feste (da leggere non solo a Natale)

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Per i bambini, i classici illustrati do grandi autori della letteratura mondiale:

Il mio primo Kafka, Il mio primo Dostoevskij (da aprile 2017)

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Leggere i classici fa bene: undici ragioni valide

Lettera aperta al Presidente dell’Associazione italiana editori: qualità è meglio di quantità

downloadGentile Presidente dell’ Associazione di editori (AIE),
da editore a editore, avrei un paio di cose da dirle. Lei parte dal concetto che tutti i libri siano “arte scritta”. Qual è l’obiettivo primario delle case editrici che adesso rappresenta? Costruire romanzi che si registrano tassonomicamente come genere nella definizione “commerciale”. Libri nati per vendere, romanzi che si attaccano alla formula “buoni e veri”, basati su personaggi standardizzati i cui pensieri riflettono le banalità della vita. Ci sono tanti altri modi per promuovere un’immagine positiva della vita, di esporre se stessi al corso degli eventi e gettare nella mischia personaggi e storie al di fuori del comune. E qui si parla di un genere letterario di “qualità”.
“La letteratura di qualità è vissuta come un viaggio emozionale attraverso una sinfonia di parole che porta a una comprensione più forte dell’universo e di noi stessi.” (Huffington Post)
Se non altro, questo genere danneggia le grandi corporazioni editoriali, molto rappresentate nella sua Associazione di editori, perché sono libri che non vendono, almeno non vendono abbastanza, anche se fossero di un Premio Nobel per la letteratura. Cosa conta per i soci della sua Associazione? Il profitto. Cosa c’entra il lettore in tutto questo? Nulla, purché acquisti il libro, non importa se lo legga.
Caro Presidente, il lettore che i suoi soci prediligono deve restare fedele al principio che si compra un libro perché è scritto da un autore famoso quindi commerciale, indipendentemente dalla storia che propone e dallo stile in cui è scritto. Non si prospettano la tematica, l’ambientazione, i personaggi ma solo il nome, come quei film-cassetta costruiti sui famosi attori.
La fiera del libro di Milano che si appresta a realizzare, in contrasto con il Salone del libro di Torino, diventerà l’apoteosi del libro-carta o, meglio, della sola carta, perché non importa cosa ci sia scritto, purché sia un prodotto vendibile. Questi prodotti, ovviamente, sono a disposizione solo dei ricchi e forti gruppi editoriali che si muovono in modo molto fluido producendo libri di etichettatura che rientrino sugli scaffali di tutte le librerie (solitamente queste appartengono agli stessi gruppi editoriali) perché trovino un posto adeguato e un numero sufficiente di lettori. Questo determina l’accantonamento, nelle librerie, di tutti quei libri prodotti dall’editoria indipendente, in particolare dai piccoli editori, che potrebbero trovare un nutrito gruppo di lettori se avessero la possibilità di essere almeno sfogliati, spiegazzati, sbirciati (francamente manca questa realtà in Italia). Le librerie indipendenti faticano a sopravvivere e malvolentieri molti di esse hanno accettato di mostrare sugli scaffali libri commerciali a discapito della vasta offerta di qualità che l’editoria piccola e media di qualità propone. In un buon romanzo di qualsiasi tipo, l’immaginazione dello scrittore parla direttamente alla fantasia del lettore. Tuttavia, a voi, cioè l’Associazione italiana di editori che lei rappresenta, interessa la diffusione, la commercializzazione estrema per arrivare al lettore; avete inventato la libreria da/del supermercato che, anziché promuovere la letteratura, ha imbastardito l’acquirente (ahimè, definirlo lettore è troppo!) per vendergli un prodotto di scarsi contenuti, qualitativamente inerme, piatto, ininfluente, amorfo, asettico, cioè quel tipico libro (potrebbe valere anche per un film) che viene scordato dopo pochi minuti, non lasciando alcuna traccia nell’inconscio. Non parliamo degli sconti sul prezzo di copertina, applicati in tutto l’anno, che mortificano il lettore più intelligente. Questi sa che solo i grandi editori possono permettersi di applicare sconti sul libro. Ma questo è un altro discorso perché a lei interessa creare una fiera commerciale del libro, dove vincerà il palcoscenico piuttosto che la materia prima.
Le vostre librerie di catena solo dei contenitori dove esporre il volto dello scrittore, ma non il suo cervello, malgrado ne abbia uno in dotazione. Se si desidera che i lettori vadano più a fondo, bisogna mostrare qualcosa di più di un semplice volto. Caro Presidente, sarebbe bastato accettare la mescolanza di più generi e varietà di case editrici. C’era bisogno di andare in guerra con il Salone del libro di Torino? Capisco che la gestione di quest’ultimo sia stata poco cristallina negli ultimi anni, capisco che il Lingotto era e resta troppo caro (questa, semmai, è una lamentela che la piccola editoria avrebbe dovuto fare), ma c’era bisogno di fare una fiera del libro a Milano a distanza di un mese dal Salone di Torino? Le costava tanto scegliere un’altra data, per esempio ai primi di settembre?
Quindi, per favore, prima di dire che il Salone del libro di Torino era una kermesse antiquata, obsoleta, gestita con i piedi, non vada in giro a parlare in nome di tutti gli editori e di tutti i lettori ma agisca in qualità di rappresentante del genere di editore che l’ha scelta per rappresentarla. E se trova che la letteratura e la vendita di libri in Italia siano solo una voce da mettere in bilancio, non dovrà condannare l’editoria indipendente che ha convinzioni opposte alle sue. Siamo tutti diversi. Mi auguro, come piccolo editore, che questa volta il topolino che rappresento si salvi dalle grinfie del gatto che lei interpreta. Non è detto che un gatto sia più simpatico del topolino. Spesso è esattamente il contrario.

Lettera aperta al Presidente dell’Associazione italiana editori: qualità è meglio di quantità

Cosa cerchi in un libro per la spiaggia?

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Il tuo libro non dovrà essere troppo lungo né avere una copertina cartonata e troppo lucida per le tue mani unte di olio solare o cadrà a faccia in giù nella sabbia. Questo libro dovrà essere abbastanza maltrattabile, senza che risulti troppo debole nell’incollatura del dorso perché non si disintegri prima di leggerlo.

Ancora più importante, il soggetto non può essere troppo cupo. Abbiamo bisogno di qualcosa che ti faccia immergere nella storia mentre stai strizzando un occhio contro il sole e il tuo cappello non copre abbastanza i tuoi occhi e sostieni il libro con il gomito sospeso, indolenzito e appiccicoso di sudore. La tua attenzione è facilmente distratta da una partita di pallavolo nelle vicinanze mentre, in vicinanza, conversazioni vagano, passando e svanendo; da un uomo dagli occhi tristi che arranca verso di te con perline colorate o custodie per telefoni cellulari che insiste per dargli almeno un euro. Gli schiamazzi dei bambini sulla battigia e un elicottero che sorvola la spiaggia. Quindi è necessario che i personaggi del tuo libro siano facilmente riconoscibili e abbastanza diversi per essere interessanti; i punti di vista devono essere chiari e stimolanti abbastanza per tenerti sveglio, ma non troppo allarmato; un ambiente che sia facilmente accessibile e, preferibilmente, attraente, e una trama avvincente.

Se sei un turista, nella lettura di un libro in una spiaggia turistica, la realtà e la finzione si fondono in una nebbia di piacere di festa, animate dal brivido di nuove esperienze e linee di profumi locali. Nei tuoi sogni e nelle tue sieste, due mondi si fondono in una dimensione che non è né reale né del tutto immaginaria.

Come può fare uno scrittore fornire per te?

Le vacanze si prestano meravigliosamente alla narrativa. Quando uno scrittore va con te in vacanza, è come se uno spettacolo speciale da sfruttare sia stato messo in scena per te. L’impostazione è ben delineata, una spiaggia con le palme sullo sfondo; un ristorante illuminato da una pista da ballo; una strada costiera tortuosa, coperta di fiori con le scogliere su un lato, e l’abisso dall’altro. Ma a volte c’è veleno nel paradiso – fatiscenti alberghi e black-out; squali e pirati; omicidi e colate di cemento…

Le vacanze hanno una struttura che rende facile la presa, e sono state utilizzate da molti scrittori per descrivere un numero infinito di crimini nei romanzi. L’inizio è l’arrivo; il lettore prende familiarità con la posizione, allo stesso ritmo rilassato come i personaggi di fantasia, ma nella seconda settimana o negli ultimi giorni diventa più urgente estrarre ogni goccia di piacere e di interesse da parte del viaggio. È facile stabilire la base sicura di una routine quotidiana e costruire un mondo fantastico – una festa, una tempesta, anche la luna piena ci sarà, perché ciò sarebbe passato inosservato nella normale vita quotidiana. Poi, se tutto va bene, il ritorno a casa potrebbe avere un senso di realizzazione o se sono state sollevati dei dubbi, un senso di disillusione. O non ci sarà alcun ritorno a casa…

Lo scrittore può giocare con i suoi personaggi perché diventino i compagni dei tuoi giorni sulla spiaggia o sul bordo di una piscina. È meglio non resistere alla tentazione di terminare la lettura perché diventi irresistibile godere di un bel mare innocente quando tanto sangue si è versato nel tuo thriller. Ciò ti appaga e rappresenta l’estasi di giornata troppo calda. Una birra gelata o una fetta di anguria coronano la soddisfazione di conoscere finalmente l’assassino, quel personaggio che non avresti mai sospettato.

Lo scrittore può mantenere il vero mondo come fanno i bambini con la costruzione di un castello di sabbia o, in mancanza di un aquilone da far volare, serve come mezzo di caratterizzazione per la tua vacanza. Ma (a parte i bambini) ciò che si vede non è quello che si ottiene: le vacanze sono il mondo falso ed effimero di qualche giorno dove tutto e tutte le storie e i patemi d’animo sono nascosti, dove un costume da bagno dà il via a un minor numero di indizi di classe, professione o il gusto di un abbigliamento che normalmente avresti privilegiato. In vacanza si incontrano persone che nel mondo reale non avresti voluto incontrare e ti innamori stupidamente, dai via il tuo cuore troppo e troppo presto perché vorresti recuperare la tua vita in un quadro limitato di tempo. Agisci senza inibizioni; metti a nudo la tua anima dopo aver fatto l’ipotesi che probabilmente mai più incontrerai quella persona di nuovo. Poi accade qualcosa – un crimine, un disastro, un incidente, o forse il tempo cambia. Reagisci, affronti la situazione o forse non fai nulla, sopravvivi o torni al tuo libro dove tragicamente qualcuno muore.

Nel frattempo la gente del posto ti guarda, ma tu non te ne curi perché la trama del tuo thriller continua…

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Cosa cerchi in un libro per la spiaggia?

Non è mai troppo presto per favorire l’amore per la lettura!

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Non è mai troppo presto per favorire l’amore per la lettura!

• Iniziate a leggere al bambino al momento della nascita.
• Lasciate che il vostro bambino giochi con il libro.
• Se il bambino a volte non sembra interessato, mettete via il libro e riprovate un’altra volta. Per avere un lettore ci vuole tempo e pazienza.
• Siate fantasiosi. Utilizzare diverse voci e le espressioni facciali quando leggete. Rendete divertente l’ascolto!
• Scegliete i libri che utilizzano la ripetizione delle parole, rime, e un testo prevedibile.
• Decidete un tempo regolare per leggere ogni giorno; anche con cinque o dieci minuti si favorisce il bambino a leggere per conto proprio.
• Prima di leggere il libro insieme, dai la possibilità al bambino di fare una ” passeggiata tra le immagini” del libro in modo che si faccia un’idea della storia.
• Lasciate che il vostro bambino giri le pagine e punti il dito sulle parole che voi leggete.
• Incoraggiate l’amore per le parole, giocando in rima e con giochi di parole, cantando canzoni stupide, o scrivendo insieme una storia.

Soddisfare la curiosità del vostro bambino

• Scegliete i libri che sostengono gli interessi del bambino, dai dinosauri ai maghi.
• Rileggete i libri preferiti del vostro bambino ogni volta che vi viene chiesto. Dopo diversi rifacimenti, chiedete a vostro figlio di raccontarvi la storia.
• Coinvolgete il bambino nella lettura facendo domande! Chiedete “cosa” nelle domande; evitate domande che richiedono un semplice “sì” o “no”. Si potrebbe chiedere: “Cosa pensi che succederà dopo?”
• Ricordatevi di dare al vostro bambino il tempo di pensare alla domanda e rispondere.
• Portate il vostro bambino in libreria a controllare i libri.
• Se il vostro bambino mostra un interesse particolare in un’immagine, parlatene insieme o soffermatevi, fate seguito immediatamente a domande e lasciate del tempo alla risposta del bambino.
• La cosa più importante, fate che la lettura sia divertente per il vostro bambino!

Non è mai troppo presto per favorire l’amore per la lettura!

Romanzi accorciati: il nuovo menu servito ai lettori. Ne vale la pena?

12391226_1009403155790101_3782054736942394396_n-e1451736007797Si tratta dei Distillati, una collana pubblicata da Centuria (casa editrice del gruppo Rcs Libri) che mette a disposizione, lo si capisce già dal nome, grandi bestseller riproposti in versioni concentrate, “in meno della metà delle pagine dell’originale“. Sul sito dell’iniziativa ci si tiene a precisare che i libri vengono “distillati, non riassunti“, perché “abbiamo ridotto le pagine, non il piacere“.

I romanzi di lancio, Uomini che odiano le donne di Larsson (240 pagine invece di 688 dell’originale) e Venuto al mondo di Mazzantini (200 pagine invece di 540), sono stati tagliuzzati, rispettando la storia ma omettendo alcune parti. Molti lettori hanno avuto reazioni esterrefatte impugnando la spada contro questa iniziativa considerandola come il più grande attentato alla qualità letteraria. Qualità letteraria: ecco il punto. Se qualcuno presume che Venuto al mondo della Mazzantini sia un romanzo di qualità letteraria avrebbe tutte le ragioni per sentirsi offeso. Prendiamo I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij (mille pagine, più o meno) e comprimiamolo come se fosse un file pesante che non riusciamo a inviare per email. Sarebbe un attentato alla libertà, alla cultura, all’umanità? Sì, è la mia risposta. Ma tagliuzzare la Mazzantini mi è totalmente indifferente, non trovandoci un nesso tra qualità letteraria e offesa alla cultura. È un’operazione commerciale per aumentare il numero dei lettori? Di quali lettori? Quelli che comprano Vero? Un individuo potrebbe leggere per ore al giorno Vero, Novella, i Distillati di Centuria, la Gazzetta dello sport e non aggiungere un grammo di cultura al suo asfittico cervello, mentre basterebbe leggere cinque minuti al giorno di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, Furore di John Steinbeck o Se questo è un uomo di Primo Levi per aumentare la capacità e i processi di pensiero che sono basilari nelle relazioni sociali complesse.

Non riuscirei a immaginare 1Q84 (oltre 1000 pagine) di Murakami Haruki smembrato e dissanguato, concentrato come un dado da brodo in 200 pagine. Ne verrebbe fuori un “distillato” di slogan. Non toccatemi Kafka sulla spiaggia e neanche Franz Kafka. Ma sarei addirittura felice se accorciassero a dieci pagine Cinquanta sfumature di grigio (senza alcuna parola, con pagine in bianco per lasciare fantasticare i “lettori”).

Difficile quindi sorprendersi se il nostro Paese appare stanco, senza idee e pronto a votare chi la spara più grossa in televisione (sempre questa maledetta televisione). Esiste infatti una precisa correlazione tra la percentuale di lettori in un determinato Paese ed il benessere economico, culturale e sociale di quello stesso Paese.

Leggere abitualmente ti consente di acquisire un vocabolario più ampio, sviluppare nuove connessioni sinaptiche e rafforzare le tue abilità di ragionamento; ti permette di sviluppare anche idee creative, applicando quella nuova conoscenza ad ambiti inaspettati. La lettura rappresenta dunque una delle strategie più efficaci per combattere lo stress.

Non perdere occasione per leggere. Le nostre giornate sono piene di tempi morti: i viaggi da pendolare per andare in ufficio/università, le attese al super/posta/banca, le lunghe code in auto, e chi più ne ha, più ne metta. Non sprecare preziosi minuti della mia vita, ed allora… leggi. Invece di controllare ossessivamente la tua pagina Facebook: leggi. Invece di aggiornare la tua posta elettronica: leggi. Invece di spugnettare sul tuo iPhone con Ruzzle: leggi.

Il libro è un vero e proprio addestramento per imparare le emozioni, per capire e scoprire la mente dell’altro.

Romanzi accorciati: il nuovo menu servito ai lettori. Ne vale la pena?

Le regole della buona lettura

imagesLa lettura è un processo complesso che coinvolge una moltitudine di abilità. I lettori “forti” possono essere distinti dai lettori meno qualificati dai loro metodi di interagire con il testo. I processi mentali dei “buoni” lettori devono essere intesi al fine di formulare ipotesi per quanto riguarda la natura della lettura.

Nelle classi primarie, alla maggior parte degli studenti è insegnato la parola e il vocabolario. 

Tuttavia, si è scoperto che non era data alla comprensione. Senza insegnamento, molti bambini non sanno sviluppare le strategie avanzate necessarie alla lettura fluente.

Sono stati identificati i lettori qualificati. In questo articolo vengono elencati e discusse le quattro caratteristiche di lettori.

Lettori forti

I lettori forti come quelli che hanno qualche conoscenza e il controllo sulle loro abilità cognitive di lettura. I lettori meno qualificati mostrano poca consapevolezza della necessità di utilizzare diversi strategie per variare lo scopo della lettura e i testi. D’altra parte, i buoni lettori utilizzano la conoscenza della struttura e dei contenuti per aumentare l’efficienza di lettura. I lettori forti hanno le seguenti quattro caratteristiche:

Determinano gli obiettivi per la lettura.

Selezionano strategie di lettura adeguate per il testo.

Controllano la loro lettura per determinare se comprendono ciò che leggono.

Hanno un atteggiamento positivo verso la lettura.

Elencare tutte le cose che i buoni lettori imparano ma non vengono insegnate a scuola. Ce ne sono così tante. 

  • Leggono automaticamente le combinazioni di lettere alle estremità delle parole in modo diverso rispetto alle stesse combinazioni di lettere che formano una parola.
  • Sanno scansionare il testo.
  • Possono usare un dizionario e pronunciano correttamente qualsiasi parola utilizzando i segni diacritici del dizionario.
  • Sono in grado di leggere i dialetti quando sono scritti.
  • Ai buoni lettori piace leggere. 

Vi siete mai chiesti perché alcuni bambini sembrano imparare a leggere senza sforzo mentre altri devono lottare? Avete mai visto un bambino che memorizza poesie, soluzioni di matematica e l’alfabeto senza nemmeno provarci? Eppure, allo stesso tempo, si potrebbe aver conosciuto un altro bambino che ha difficoltà anche per ricordare il proprio numero di telefono o indirizzo. Ci sono tutta una serie di ragioni che – apprendimento e lettura – risulta facile per alcuni bambini e difficile per altri, e raramente ha a che fare con l’intelligenza.

Così come alcuni bambini sono buoni atleti, altri sono bravi nella musica o nell’arte. Tendiamo a pensare di arte, musica e atletica come abilità o talenti. Ma in realtà ci sono abilità cognitive di base che consentono questi talenti. Per l’atletica, una buona coordinazione occhio-mano e velocità può essere la chiave per il successo. Per la musica, certamente la capacità di percepire i toni è essenziale. Per l’arte, un’eccellente memoria visiva è utile.

Si scopre che imparare a leggere richiede alcune abilità cognitive. I bambini non nascono buoni lettori, naturalmente; la lettura deve essere insegnata. E a un bambino, per essere in grado di imparare a leggere, sono necessarie quattro capacità cognitive di base: memoria, attenzione, sequenza, ed efficienza di elaborazione (velocità e precisione).

Memoria – Gli scienziati si riferiscono al tipo di memoria, che è importante per imparare a leggere, come memoria di lavoro. È il tipo di memoria a breve termine, che consente di leggere e ricordare ciò che è stato scritto alcuni paragrafi precedenti. Quando i bambini hanno problemi con la memoria di lavoro, la lettura può essere molto difficile. Un bambino potrebbe avere difficoltà a ricordare ciò che i suoni delle lettere dell’alfabeto rappresentano al momento del primo impatto alla lettura e quindi hanno un ritardo nel tempo di apprendimento per la decodifica. Più tardi, a scuola, il bambino con problemi di memoria di lavoro potrebbe avere difficoltà a ricordare ciò che legge solo poche frasi precedenti, e così deve rileggere gli stessi passaggi più e più volte. Come si fa a sapere se un bambino ha problemi di memoria di lavoro? Si deve cercare la difficoltà a seguire i comandi o ricordare i dettagli di una storia.

Attenzione – L’apprendimento di qualsiasi tipo richiede buone capacità di attenzione. Uno studente deve essere in grado di prestare attenzione quando l’insegnante sta parlando e ignorare i rumori casuali nella stanza. Uno studente ha anche bisogno di imparare a prestare attenzione durante la lettura. Per imparare a leggere, gli studenti devono prestare attenzione alle lettere e partecipare con attenzione ai suoni che rappresentano. Più tardi, a scuola, gli studenti che hanno difficoltà a frequentare sono spesso quelli che non sanno applicarsi nella lettura. Che cosa si deve cercare: il bambino legge alcune frasi o paragrafi e poi si guarda intorno alla stanza, gioca con la matita, o si alza dalla sedia. Si deve prendere un bambino che ha questi problemi a sostenere la sua attenzione un tempo molto lungo per completare i compiti di lettura.

Sequenza – La lettura richiede la capacità di sequenziare lettere in parole (“visto” versus “era”) e desinenze grammaticali (“il ragazzo corre” contro “i ragazzi corrono”) e le parole in frasi (“il cane è inseguito dal ragazzo” contro “il ragazzo è inseguito dal cane”). È facile vedere che quando i bambini hanno problemi di sequenza, sapranno fraintendere ciò che leggono. Alcuni bambini trovano la sequenza molto difficile perché l’informazione è fugace.

Velocità di elaborazione e precisione. Gli scienziati si riferiscono al modo in cui il cervello elabora i dati: si può parlare di “elaborazione uditiva” o “trasformazione visiva”. Tali termini si riferiscono al modo in cui il cervello percepisce e attribuisce significato alle informazioni provenienti dall’udito o dalla vista. Alcuni studenti sono intrinsecamente buoni a elaborare le informazioni visive. Gli studenti sembrano imparare bene visivamente e sono molto bravi a percepire i segnali visivi, come raccogliere le espressioni facciali o ricordare come le parole appaiono quando sono scritte. Tuttavia, alcuni di questi studenti non possono elaborare le informazioni uditive pure. Potrebbero spesso fraintendere parole dette o quando si parla di loro. Gli studenti con inefficienze di elaborazione uditiva potrebbero anche sembrare “lenti” a rispondere quando gli altri gli parlano.

Tendiamo a pensare che la lettura è una capacità visiva che dipende principalmente dal collegamento delle lettere ai suoni. Questo ci porta a pensare che i problemi di lettura devono essere dovuti a difficoltà nel riconoscimento delle lettere o nella corrispondenza di quelle lettere ai loro suoni appropriati. Tuttavia, ora sappiamo quali sono le abilità cognitive sottostanti: memoria, attenzione, velocità di elaborazione o di precisione, e sequenza sono alla base della possibilità di imparare a leggere e poi a leggere per imparare.

Le regole della buona lettura

La Biblioteca digitale: è il futuro?

BiblioTechLibrary_920_518_80I libri su uno scaffale ben organizzato di una Biblioteca sono un’architettura essenziale e preziosa di scoperta e comprensione umana. Oggi, però, quei libri sugli scaffali occupano una porzione ben importante nella riduzione dei bilanci delle biblioteche. Va da sé che la tecnologia, cioè gli strumenti digitali, può rendere molto più produttivi anche i bibliotecari. Perché? I bibliotecari illustrano le nuove collezioni digitali, trovando modi creativi d’interazione con il pubblico. 

Nel 2013, la prima biblioteca pubblica libera senza libri cartacei ha aperto nella periferia di San Antonio, Texas. Si chiama Bibliotech Digital Library. La nuova biblioteca sembra un Apple Store: file di computer e tablet sembrano invitare i lettori più alla navigazione di svago che alla ricerca e alla lettura. La biblioteca digitale è sicuramente economica. A un costo di 2,2 milioni di dollari per la dotazione di computer e locali, magazzino e personale, la Bibliotech è un affare rispetto a una biblioteca tradizionale che può avere un budget di più di $ 100 milioni. I costi operativi annuali della Bibliotech sono iscritti in bilancio a $ 1,1 milioni. Lo spazio è più economico rispetto alle biblioteche tradizionali, nonostante la tecnologia: Bibliotech acquista la sua collezione digitale di 10.000 titoli allo stesso prezzo delle copie cartacee, ma si risparmiano milioni perché la progettazione dell’edificio non ha bisogno di ospitare libri stampati. La biblioteca digitale ha superato i 100.000 visitatori nel solo primo anno dalla nascita.

Le risorse elettroniche potenzialmente edificanti che sono in dotazione della biblioteca digitale – i costosi database di sottoscrizione – rimangono sconosciuti alla maggior parte degli utenti di computer. Con l’aumento dei costi di questi strumenti digitali, c’è una minaccia potenzialmente proporzionata al budget del personale per l’assunzione di bibliotecari abilitati a guidare gli studenti curiosi. Gestito da una frazione di personale necessario per una biblioteca tradizionale fatta di mattoni, cemento e libri, le collezioni e-book, dalla narrativa di genere ai bestseller si collocano stabilmente tra i rami più attivi quando si contano le statistiche dei libri in “circolazione”. 

La rivoluzione digitale ci sta cambiando, e lo stesso modello di formazione dinamico, fin dall’età prescolare e della prima scuola introduce i bambini alla complessità del linguaggio, al canto, al movimento e alla manipolazione con l’utilizzo della tecnologia. Una volta che i bambini sono a scuola, troviamo un milione di modi creativi per dare agli studenti una tregua da esercitazioni in aula introducendoli alla meraviglia di storie o all’emozione di indulgere nelle curiosità nel mondo. I più giovani potranno comprendere ciò che le loro madri e i loro padri non hanno potuto sfruttare: la navigazione dei collegamenti ipertestuali. Eppure, quando un collegamento ipertestuale è richiesto dallo studente, l’insegnante deve valutare l’affidabilità del sito.

Nessuno studioso può realizzare qualcosa d’importante senza navigare l’intero spettro di conoscenza di questo mondo indipendentemente dal suo formato di pubblicazione. Il mercato dell’ebook è troppo stretto, troppo effimero, troppo monopolistico per soddisfare tutte queste esigenze e, a meno di un completo collasso del nostro regime globale di copyright, lo sarà sempre.

La sola digitale biblioteca è ben lungi dall’essere un’utopistica “comune” dell’informazione, in cui possono essere sentite le voci che pesano su ogni argomento immaginabile. La biblioteca tradizione sarà sempre il tesoro dei libri antichi o introvabili, dove recuperare la memoria della nostra cultura. 

La Biblioteca digitale: è il futuro?

Come salvare una libreria

librerie-bolognaAlcune idee di business sembrano destinati a fallire. Si può camminare in un ristorante o in un negozio al dettaglio per capire subito che ha i giorni contati.

In America, un uomo ha capito che fare. Ha comprato una libreria indipendente, la Harvard Book Store – un’oasi di conforto per i bibliofili – a Cambridge, vicino a Boston. In una città dove molte librerie indipendenti sono state chiuse in un batter d’occhio, questo apparentemente ingenuo signore ha iniziato la sua nuova avventura nei giorni bui della recessione, sotto l’ombra di Amazon, e proprio mentre gli e-book iniziavano la loro ascesa.

Jeff Mayersohn, il proprietario, ha raccontato con una certa dose di orgoglio e piacere che le vendite sono cresciute di mese in mese nel corso degli ultimi anni.

Com’è riuscito a sopravvivere? Come ha fatto a prosperare nell’era del possente Amazon? Jeff ha avuto un’intuizione che ha modificato la strategia di acquisti nel suo negozio.

Jeff era un ex dirigente tecnologico con la passione per la lettura e libri; si è reso conto che la digitalizzazione dei contenuti stava distruggendo le librerie di quartiere.

Immaginate per un momento che cosa si provi se la gente cammina nella vostra libreria e utilizza lo smartphone per acquistare i libri che ha appena sfogliato. Questo sta diventando il consueto comportamento dei consumatori in una libreria. Le persone sfogliano, trovano il libro che piace, tirano fuori il loro cellulare e fanno l’ordine on-line.

Con un’intuizione, Jeff ha ribaltato il principio del consumatore chiedendosi se il contrario avrebbe potuto essere vero. E si è dato da fare. Forse l’accesso al vasto universo dei contenuti digitali potrebbe anche salvare una libreria. Forse la libreria, limitata nell’inventario, potrebbe evolvere nel mondo digitale e diventare una destinazione in cui le persone hanno accesso a tutti i libri digitalizzati pubblicati.

Per competere davvero, si deve risolvere le aspettative dei consumatori per una gratificazione immediata e cioè la consegna del libro. L’idea si può trasformare in realtà e ha il suo perché: arrivi in libreria, selezioni il titolo di tuo interesse all’interno di una lunga lista (praticamente tutto il catalogo), aspetti cinque minuti et voilà, il libro è pronto per essere acquistato e letto con tanto di colori e rilegatura. Lo permette l’ Espresso Book Machine, soluzione sviluppata dalla statunitense On Demand Books. In sostanza, Jeff ha installato una macchina da stampa per chiudere il divario con Amazon.  L’Espresso Book Machine si trova nel bel mezzo della libreria come un visitatore hi-tech in un’epoca precedente. È una stampante digitale compatta, può stampare quasi cinque milioni di titoli (in America). Stiamo parlando di belli e perfetti tascabili, rilegati in modo indistinguibile dai libri prodotti dalle più importanti case editrici. L’Espresso Book Machine può essere utilizzata anche per la pubblicazione su ordinazione, è una crescente fonte di reddito, e i clienti possono ordinare libri non solo in negozio ma anche da casa.

Si può camminare in libreria, chiedere un titolo fuori catalogo, o difficile da trovare, e il libraio ha la possibilità di stamparlo in circa quattro minuti.

Non si ha nemmeno bisogno di andare in negozio per prendere un libro. Se si vive in città e comuni limitrofi, è possibile ordinare on-line e ottenere qualsiasi libro in consegna lo stesso giorno da un pony express, battendo sul tempo anche Amazon.

Il successo però deriva da una formula complessa, e la strategia include molte determinanti. Se per l’utente i benefici (anche) economici sono ovvi, i rivenditori devono fare i conti con una bella sberla: fra macchina e software il costo arriva a 80mila euro. Va da sé che potendo contare su un mercato vivo e reattivo l’investimento rientra tranquillamente. L’ago della bilancia, in questo caso, sono gli editori che, incoraggiati dalla rapidità imposta al settore dalla digitalizzazione dello stesso, potrebbero lasciarsi tentare e contribuire allo sviluppo di questo nuovo segmento. È dunque auspicabile un’intesa tra editori (in particolare quelli indipendenti) e librerie perché il costo sia ammortizzato. Si riuscirà a capire che servono nuove idee per vendere libri in un negozio? Se la libreria deve servire una comunità, è necessaria una strategia radicale, altrimenti sembra che il destino sia già segnato. Mentre la gente sarà sempre più propensa a comprare libri on-line, apprezzando i vantaggi della navigazione e il piacere di trascorrere del tempo su internet, un luogo fisico che riaccenda la fantasia come una libreria digitale potrebbe difendere l’occupazione dei “veri” librai.

Può sembrare audace dire che una libreria possa adottare una strategia che contrasti la lunga portata di Amazon. Non dimentichiamoci quanta audacia abbia spinto Amazon, nel 1999, quando decise che si potevano vendere libri su internet.

 

Come salvare una libreria

Come essere un buon lettore

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Come essere un buon lettore

Molte persone godono della lettura come un modo per rilassarsi e arricchire le loro menti. Se volete iniziare a leggere per piacere o per migliorare le vostre abilità di lettura, questi passaggi possono aiutarvi.

  1. Ottenete una tessera della biblioteca e siate disposti a spendere un po’ di tempo per cercare il libro giusto per voi. Le biblioteche sono luoghi meravigliosi che mettono a disposizione un’ampia varietà di libri.
  2. Cercate un posto tranquillo, comodo per leggere in modo che non si siate disturbati. Assicurarsi che sia con una buona illuminazione dove potrete rilassarvi.
  3. Scegliete il materiale che vi interessa leggere. Leggere il dorso dei libri o la bandella della copertina per un breve riassunto della trama.
  4. Cercate il libro che è più indicato per voi. Sfogliate le prime pagine. Se avete difficoltà a capire quello che l’autore sta cercando di dire, non si può godere del libro.
  5. Visualizzate la storia, prestate attenzione all’introduzione di personaggi e luoghi. Provate a vedere ogni cosa nella vostra mente. “Vedere” la storia ve la renderà più reale e più facile da ricordare.
  6. Provate a portare con voi il libro che state leggendo ovunque andiate.
  7. Tornate in biblioteca regolarmente per chiedere nuovi libri da leggere.
  8. Acquistate comunque i libri da cui non vorreste mai distaccarvi.
  9. Se volete risparmiare e avete un tablet, acquistate un ebook.
  10. Condividete le vostre sensazioni dopo una lettura con amici e parenti.
  11. Non dimenticate di motivare anche i bambini alla lettura perché diventino dei buoni lettori da adulti.
  12. Se siete giovani, un buon libro arricchirà le vostre conoscenze, se avete superato i sessanta o settanta anni, ricordate che la lettura aiuta a tenere in forma la mente.
Come essere un buon lettore

Libri per Natale

Libri per Natale? Che diavolo sono?

Dovrebbe servire da ammonimento per ogni genitore che ha deciso di andare in fondo al motto ‘la cultura innanzitutto’ anche a Natale.

Un bambino di tre anni ha perso la sua allegria di Natale quando ha ricevuto un libro come dono di Natale.

Il ragazzo si vede vestito con un pigiama ed praticamente sepolto in un mucchio di altri regali.

Egli strappa eccitato la carta da imballaggio per scoprire l’ennesimo misterioso regalo, che risulta essere di tre libri.

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Che cos’è questo, allora? Le mani eccitate del bambino strappano la carta da imballaggio per rivelare l’ennesimo regalo di Natale.

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C’è un regalo qui da qualche parte: dopo aver scartato quella che sembra essere una pila di libri, il ragazzo si agita nel tentativo di rivelare il ‘vero’ regalo.
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Oddio: Il totale disprezzo per il materiale di lettura è evidente sul volto del bambino come se avesse detto ‘Che diavolo è questo?’ ai suoi genitori, urlandolo a squarciagola.

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Con involontario ma superbo stile da commedia, il bambino passa al setaccio i libri, nel tentativo di trovare il ‘reale’ presente.

Quando si accorge che i libri sono davvero il regalo, il suo umore si sposta da eccitazione vertiginosa all’indignazione precoce.

“Libri?” egli tuona, guardando incredulo gli oggetti offensivi sparsi sul pavimento.

Quando suo padre ignaro conferma i sospetti del bambino, entrambi i genitori non sono risparmiati dall’ira del piccolo.

“Libri per Natale? Che diavolo sono?”

In piedi e allontanandosi, come se improvvisamente contengano qualcosa di contagioso, il bambino lancia un dito accusatore sui libri e aggiunge: “Non capisco i libri. Questo non è un giocattolo, che me ne faccio dei libri”.

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Esige una spiegazione. Ora è in piedi e punta il dito contro i libri: il bambino rivela tutto il suo odio e pensa che il dono è uno ‘schifo’.

Questo pacco sembra essere migliore. Il bambino si è spostato su un altro regalo, guardandolo con sospetto. Suo padre lo rassicura: “Non credo che quelli siano libri”.

Sia la madre sia il padre ascoltano ridendo la reazione del bambino, che sembra suscitare ancora maggiore emozione nel figlio.

Quando sua madre ripete “Sai che non è facile trovare libri giusti per Natale?” lui dice: “No. Li odio”.

Il commento potrebbe essere che lettori si nasce oppure si diventa. Dove finiranno quei soliti giocattoli regalati ai nostri figli a Natale? Distrutti o dimenticati nel giro di pochi giorni.

Un libro si può conservare per sempre. Quando il bambino diventerà adulto, ritrovando tra le mani la sua fiaba o un libro illustrato, penserà che i suoi genitori avevano fatto bene a regalargli un libro.

Non esistono solo ‘giocattoli’ per Natale.

I libri sono anche un divertimento per i bambini. Abituiamoli alla lettura fin da piccoli. Così cresceremo dei lettori.

Libri per Natale